venerdì 29 luglio 2011

La sicurezza delle donne ai tempi di Alemanno

di Manuela Grano, Valentina Greco, Rosangela Mura, Linda Santilli

Sicurezza, un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci”; così recita il titolo del vademecum dato alle stampe dall’amministrazione comunale di Roma. Strano! Avevamo sempre pensato che la sicurezza, intesa come libertà di vivere e di muoversi, fosse un diritto e ora scopriamo di esserci illuse: niente di più superfluo di un lusso, soprattutto in tempi di crisi.
Ma, lusso o diritto alla libertà, potrebbe ancora andar bene purché fosse garantito. Invece no. Leggendo l’ameno libretto, corredato da ben 27 foto di donne (alcune indicate, ahinoi, con titoli al maschile), ci accorgiamo che dobbiamo continuare a fare da sole.

Certo non si può dire che manchino i consigli nell’opuscolo, anzi è infarcito di consigli: da “affidati al buon senso” (sic!) a “evita i parchi di sera”, “informati su quali sono le fermate metro più rischiose” (nel caso, come si farà a tornare a casa?), “non indossare abiti vistosi e gioielli”, “cambia posto se sei seduta vicino a qualcuno di cui senti di non poterti fidare” e, dulcis in fundo, la segnalazione di PeTra, il dispositivo tecnologico d’avanguardia per la sicurezza personale.
Una vera svolta per la vita delle donne! Non dovremo temere più nulla dopo aver memorizzato la quarantina di regole d’oro e magari aver acquistato l’angelo custode PeTra. Ma, una volta arrivate tutte intere a casa, saremo sicure di essere salve, dopo aver aperto quella porta che per tante donne racchiude violenze ripetute, e sempre ignorate perché il recinto della famiglia è sacro e senza legge? 

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